«Oggi è nato un Salvatore». Non domani, non in un passato lontano e polveroso, ma oggi. Dio non ha aspettato che il mondo fosse perfetto per venire a trovarci; è sceso proprio mentre eravamo smarriti.
Smarriti da tante cose, da tante fatiche e incertezze, dalla paura per un futuro che appare sempre più incerto.
E cosa troviamo nel presepe? Non un sovrano su un trono d'oro, ma un bambino avvolto in fasce.
Dio è neonato perché nessuno possa averne timore. Un bambino non impone, un bambino attira e chiede di essere accolto.
Nasce dove mangiano gli animali. Lui, il Pane della Vita, si mette nel punto più basso per dirci che non esiste abisso umano, peccato o ferita che Lui non possa raggiungere e abitare.
Il canto angelico, l'annuncio di gioia e speranza venne offerto ai pastori, oggi siamo noi questi pastori.
Noi non siamo influencer, non abitiamo le stanze dove si decidono le sorti del mondo… questo mi fa riflettere: Dio guarda al cuore, non ai meriti.
Uscendo da questa chiesa stasera, non lasciamo Gesù nella mangiatoia del presepe di gesso. Portiamolo con noi.
Siamo chiamati a essere noi quella "carezza di Dio" per chi soffre.
Siamo chiamati a portare una parola di speranza dove regna il cinismo.
Non temete la vostra debolezza. Dio stasera si è fatto debole per amarvi meglio. Lasciamoci guardare da questo Bambino e riscopriamo la bellezza di essere figli amati, cercati e mai soli.
Buon Natale!
Aggiungi commento
Commenti