Ma io sono sempre con te!

Pubblicato il 10 settembre 2026 alle ore 06:08

La Parola: Quando si agitava il mio cuore e nell'intimo mi tormentavo, io ero stolto e non capivo, davanti a te stavo come una bestia. Ma io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria”.

Il Commento.

Questo è uno dei vertici più luminosi di tutto il Salterio. È la preghiera di chi ha toccato con mano l'abisso della propria fragilità e, proprio lì, ha scoperto l'abisso ancora più grande della Grazia.

Il salmista non usa mezzi termini: di fronte al mistero del dolore, dell'ingiustizia e del proprio smarrimento, si riconosce «stolto», incapace di comprendere, persino «come una bestia».

È l'esperienza di quando la vita ci percuote, i pensieri si accavallano e il cuore si agita al punto da farci sentire spogliati di ogni dignità o saggezza spirituale.

Resta solo l'istinto, la ferita, la povertà nuda. L’onestà della preghiera biblica non nasconde mai l'ombra: la consegna a Dio così com'è.

La svolta straordinaria sta in quel «Ma io sono con te sempre».

Quando l'uomo perde il filo di se stesso, Dio non ritira la Sua presenza.

Non c'è un giudizio di condanna per la nostra condizione di "bestia"; c'è invece un gesto d'infinita e commovente tenerezza: «Tu mi hai preso per la mano destra».

Non aver paura della tua agitazione o di sentirti "bestia". In quel sentirci spogliati di tutto scopriamo che la nostra salvezza non dipende da quanto siamo capaci di capire, ma da quanto ci lasciamo afferrare. Dio ti conosce fino in fondo, vede il tuo cuore così com'è e, proprio lì dove ti senti più fragili, ti stringe la mano e non la lascia andare.

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