La Parola: «Ma voi chi dite che io sia?».
Il Commento.
In questo punto di svolta del Vangelo non c’è un interrogatorio dottrinale, né la richiesta di una definizione teorica. Gesù non sta chiedendo ai suoi di ripetere a memoria una formula catechistica o di dare una risposta "corretta" da primi della classe.
Dietro questa domanda c’è, prima di tutto, il rischio dell'amore.
Gesù sposta l'asse dalla voce pubblica («La gente, chi dice che io sia?») alla sfera dell'intimità e della relazione personale («Ma voi?.... ma tu?»). Questa è la differenza tra il sapere qualcosa su qualcuno e il conoscerlo davvero.
Non dimentichiamoci: siamo perché siamo amati. C'è un segreto profondo nella vita: una persona non è soltanto ciò che riesce a ricordare o a dimostrare. Quando le parole scompaiono e i contorni si confondono, qualcosa continua a resistere per sempre: l’amore dato, quello ricevuto, e la traccia che abbiamo lasciato negli altri. Si può smarrire la memoria di una vita intera, ma quella vita è esistita, ha significato qualcosa ed è custodita per sempre nelle mani di Dio.
Ecco allora che la domanda di Gesù è una "domanda d'amore" che chiede il coraggio di sbilanciarsi. È l'inquietudine di Agostino che scopre che Dio non è un'idea sublime, ma «più intimo a me di me stesso». È la risposta vibrante e concreta di Pier Giorgio Frassati o di Carlo Acutis, per i quali il Cristo non era un personaggio del passato, ma un amico vivo, presente sui sentieri di montagna o tra i tasti di un computer.
Gesù chiede ai suoi discepoli — e a ciascuno di noi — di fare il salto dalla fede "per sentito dire" alla fede come incontro. Dietro quel «chi dite che io sia?» c'è l'invito a guardarLo negli occhi e a scoprire che la Sua identità si svela solo nella misura in cui gli consegniamo la nostra vita.
In fondo, Gesù ci sta chiedendo: «Che posto ho nella tua storia? Quale parola di senso sono io per la tua fame di vita, per le tue ferite, per i tuoi desideri più profondi?». È la domanda che trasforma un discepolo da semplice spettatore a testimone appassionato. E mai come oggi abbiamo bisogno di testimoni appassionati.
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