La Parola: “Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?…”.
Il Commento.
È la richiesta di sempre. La folla ha ancora nelle labbra il sapore del pane moltiplicato sul monte, eppure chiede un altro segno. Vogliamo un prodigio da contemplare da spettatori, una dimostrazione di forza che ci dispensi dalla fatica del credere. Ma Gesù non spende la sua vita ad allestire spettacoli per convincere i diffidenti; Gesù compie gesti per stabilire relazioni.
Se ti stai chiedendo quale segno dovresti aspettarti da Lui, la risposta rischia di farti sobbalzare: il segno di Gesù non è un evento straordinario che addolcisce la vista, ma una presenze che trasfigura l'ordinario. Io chiedo spesso un segno, chiedo il miracolo di poter piacere a tutti, di non deludere nessuno, di sperare che tutti possano avere una parola “buona” per me. È illusione, ma lo domando ugualmente e rimango deluso, amareggiato… e me ne vado via triste. Il problema non sono gli altri, ma che valore dò alla mia vita, alla mia vocazione, alla dignità che mi porto dentro. Che valore attribuisco alla misericordia che Dio continua a dimostrarmi.
I segni che lui mi offre sono altri.
Il segno del Pane e della lavanda dei piedi.
Dio non risponde ai nostri interrogativi con una teoria, ma con un cammino. Il segno supremo che Cristo ti offre non è la sospensione delle leggi della natura, ma l'Eucaristia e il catino dell'acqua. È il Pane spezzato nei nostri tabernacoli e sulle nostre tavole; è il chinarsi del Creatore sulle ferite delle sue creature.
Il segno della Croce: l'eloquenza del silenzio.
Il segno più credibile di Dio è un amore che si dona fino alla fine, fino all'impotenza della Croce e della malattia vissuta con fede. Il segno non è un miracolo da sbandierare, ma la ferita dell'Amore che resta aperta per accoglierti.
Quale segno aspettarsi, allora? Non aspettarti un segno che metta a tacere la tua libertà, ma un segno che accenda il tuo amore. Aspettati la pace profonda nel mezzo della tempesta. Aspettati la misericordia che ti rialza quando cadi. Aspettati la gioia della "piccola via" cioè la la scoperta che la presenza di Dio non risiede nel clamore, ma nel compiere con infinito amore i piccoli doveri di ogni giorno.
Il segno che mi dà non è una prova da esibire agli scettici, ma una luce tenue che è lampada ai miei passi. Cerca il segno di Gesù nell'umiltà del Pane, nel respiro della Parola e nella capacità che Lui ti dona, oggi stesso, di ricominciare ad amare.
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