Errore

Pubblicato il 23 settembre 2026 alle ore 06:32

La Parola: Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca?

Il Commento.

Questa parola non è un'accusa, ma uno specchio misericordioso. L'errore tragico del «servo malvagio» non è l'incapacità di produrre frutti, ma l'immagine che ha nel cuore del suo Signore. Lo vede severo, esigente, mietitore dove non ha seminato. E quando si ha paura di un Dio così, ci si paralizza. Si sotterra il dono. Si vive una fede di difesa, un sacerdozio di conservazione dove l'unica preoccupazione diventa non sbagliare, restituire la busta intatta, non rischiare nulla.

Ma il Vangelo smaschera questo inganno proprio usando la logica del servo: «Se davvero credevi che fossi così, perché ti sei fermato? Perché non hai rischiato almeno il minimo?». Dio smonta la sua scusa rivelando che la sua non era prudenza o rispetto, ma solo accidia e sfiducia.

Non aver paura di scommettere sulla misericordia di Dio. Dio non è un revisore dei conti, è un Padre che gode nel vedere i suoi figli rischiare per amore.

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