Operai…

Pubblicato il 22 ottobre 2026 alle ore 06:16

La Parola: “Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe”.

Il Commento.

La vera forza di chi annuncia non nasce dal dovere o dal sacrificio inteso come puro sforzo, ma dalla consapevolezza di essere ripartito dall'Amore.

Sentirsi amati è la sorgente della vocazione: Santa Teresa di Lisieux l'aveva compreso con una nitidezza disarmante: «Nel cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l'Amore». Nessuno può portare una bella notizia se per primo non ha sentito quella notizia risuonare nella propria vita come un abbraccio tenero e personale.

L'amore custodisce la fedeltà: Padre Ermes Ronchi parla spesso di un Dio che non arruola esecutori, ma innamora figli. Un annunciatore che non si sente amato corre il rischio di bruciarsi, di diventare un custode stanco di regole anziché un testimone di vita. Quando invece si fa esperienza di quella grazia che Manzoni scorgeva capace di toccare e trasfigurare anche i cuori più induriti, l'annuncio diventa canto, melodia spontanea.

Pregare per gli operai della messe, oggi, significa chiedersi prima di tutto: chi si sta prendendo cura di chi annuncia?

Siamo chiamati a essere per loro ciò che la buona letteratura, la poesia o l'armonia di una grande sinfonia rappresentano per l'anima: uno spazio di respiro, un'oasi in cui riscoprire la bellezza. Chiediamo al Signore che chiunque porti la Sua Parola nel mondo non si senta mai solo, ma avvolto dall'affetto della comunità e sorretto da una certezza incrollabile: che prima ancora di essere chiamato a fare, è stato scelto per essere amato.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.