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Pubblicato il 3 novembre 2026 alle ore 06:19

La Parola: “Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”.

Il Commento.

Entrare in quel «non rimanere nelle tenebre» significa anzitutto comprendere che la fede è incontro che trasforma lo sguardo, un po' come accade quando una stanza in ombra viene improvvisamente invasa dalla luce del mattino. Nelle tenebre ci si rimane quando ci si chiude in se stessi, quando il dolore, la solitudine o il limite sembrano l'ultima parola sulla vita. Credergli non equivale a non attraversare più le notti della vita. Come amava ricordare il Cardinale Martini, la linea di demarcazione non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi si pone in ricerca e chi si accontenta dell'oscurità. Chi crede in Lui entra in un dialogo costante in cui la vita, persino nei suoi passaggi più oscuri o drammatici, viene riletta e riscattata. È l'esperienza di chi ascolta una melodia profonda e intuisce che oltre il dolore c'è una promessa di bellezza e di casa che attende solo di essere accolta.

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