La Parola: “Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?”.
Il Commento: Quanto costa amare così? Cosa si perde? Mettiamo le carte in tavola, senza falso misticismo. Amare oltre il dovuto ha un prezzo altissimo. Il costo: cosa perdi? Amare chi non ti ricambia, o chi ti è indifferente, non è una passeggiata romantica. Richiede un vero e proprio "capitale" emotivo. Perdi l'orgoglio e l'armatura: Per salutare chi si gira dall'altra parte devi accettare il rischio del rifiuto e della figuraccia. Devi abbassare le difese. Perdi la gratificazione immediata: Non c'è l'applauso, non c'è il "grazie", non c'è il contraccambio che gratifica l'ego. È un amore a fondo perduto. Perdi l'illusione del controllo: Quando ami solo chi ti ama, ti muovi in un recinto sicuro e prevedibile. Rompere questo schema significa esporsi all'imprevedibilità dell’altro.
Amare oltre il dovuto ha un prezzo altissimo, ma il ritorno in termini di spessore umano è incalcolabile. Guadagni la vera libertà: Se ami solo chi ti ama, sei un reattore, non un attore. Il tuo comportamento dipende da quello degli altri. Amare a prescindere ti rende libero: decidi tu chi essere, indipendentemente da come si comporta il mondo. Espandi i tuoi confini: Uscire dalla cerchia dei "tuoi" (amici, familiari, persone simili a te) ti costringe a sviluppare un'empatia radicale. Ti accorgi che anche "il pubblicano" o "il pagano”, cioè chi percepisci come lontano o persino ostile ha una sua complessità, un suo dolore, una sua storia. Smetti di essere un "commerciante" delle relazioni: C'è una dignità immensa nel fare il bene semplicemente perché è bene, e non come acconto per ricevere qualcosa in cambio. Questo ti nobilita, ti toglie dal fango del piccolo cabotaggio quotidiano. Diventi generativo: L'amore incondizionato interrompe i circoli viziosi. Se a un insulto rispondi con un insulto, la catena continua. Se a un silenzio rispondi con un saluto sincero, crei una crepa nel muro. Magari l'altro non cambierà oggi, ma tu avrai immesso nel mondo una logica nuova.
Amare così costa il sacrificio dell'istinto di difesa e della vendetta. Ma in cambio ti restituisce un'umanità a pieno regime, ti rende più largo dentro.
Amare così non significa subire passivamente le ingiustizie o farsi calpestare perché amare non significa annullare il rispetto per se stessi. Significa semplicemente decidere che il male, l’indifferenza e l’egoismo degli altri non hanno il potere di trasformati in una persona arrabbiata o cinica.
È un percorso che si fa un passo alla volta, accettando di fallire e di dover ricominciare da capo ogni giorno.
Amare così è decidere di non sedersi sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del nemico. Significa rifiutare di farsi avvelenare dal risentimento. Significa scegliere la vita e il movimento, invece di rimanere immobili a nutrirsi del male altrui. Amare chi critica sempre, chi parla male e offende per il puro gusto di farlo, è forse la prova più dura. Quando decidi di amare anche quel tipo di persona, accadono due cose fondamentali:
Disarmi il loro gioco. Non dando loro il "combattimento" o l'odio che cercano, togli carburante alla loro rabbia. La tua benevolenza diventa uno specchio scomodo in cui sono costretti a guardarsi.
Proteggi la tua dignità. Non permetti a chi offende di dettare le regole del tuo cuore. Se rispondi all'offesa con l'offesa, l'altro ha vinto, perché ti ha trasformato a sua immagine e somiglianza. Se rispondi con l'amore rimani padrone di te stesso.
Amare chi offende non significa essere ingenui o subire in silenzio; significa riconoscere che dietro quel "gusto di ferire" c'è spesso un vuoto o un dolore che quella persona non sa gestire in altro modo. È una posizione scomoda, quasi eroica: in fondo Gesù dice: siate perfetti, siate misericordiosi come lo è il Padre. Io non posso amare con la stessa intensità di Dio, ma sicuramente posso con lo stesso stile: “come”.
Allora Signore, insegnami l'arte della Tua misericordia. Liberami dal calcolo dei commercianti, da quell'amore a metà che si ferma dove finisce la convenienza. Donami la forza di non sedermi sulla riva dell'attesa e del rancore. Quando incontro chi ferisce, chi critica e offende per il gusto di farlo, metti una guardia sulla mia bocca e una grazia nel mio cuore. Fa' che io non risponda al fango con il fango, perché la mia dignità non dipende dal loro giudizio, ma dal Tuo sguardo. Aiutami a essere come il sole e la pioggia del Padre: capace di donare luce e freschezza senza chiedere i documenti, senza pretendere che l'altro sia giusto per meritare il mio saluto. Che il mio amore sia libero, gratuito, disarmante. E quando la fatica si farà sentire e la posizione sembrerà troppo scomoda, ricordami che Tu mi hai amato per primo, quando ancora ero lontano. Rendimi libero. Rendimi largo. Rendimi umano. Amen.
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