Profumo

Pubblicato il 22 luglio 2026 alle ore 07:19

La Parola: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio…”.

Il Commento.

Nel Cantico c’è il segreto di ogni storia d'amore sacra. Il sigillo non è una catena di prigione, né un marchio di possesso geloso; è l’impronta inconfondibile di un’appartenenza. È la cera morbida del nostro cuore che si lascia imprimere dall’anello del Re, fino a prenderne la forma, il disegno e persino la memoria.

Per Maria di Magdala, il Vangelo è stato esattamente questo: l'incontro con uno Sguardo che le ha restituito l'identità, imprimendo sulla sua vita ferita un sigillo incancellabile di grazia. Il sigillo sul cuore custodisce ciò che siamo nell'intimità: i desideri, le attese, la capacità di amare e di commuoverci. Il sigillo sul braccio trasforma ciò che facciamo: l'azione, la cura, l'abbraccio verso il mondo, il passo che si muove anche quando calano le tenebre.

Maria è la donna del profumo. Quando Gesù la chiama per nome nel giardino — «Maria!» — quel sigillo interiore esplode in una vita nuova. Nel momento in cui riconosce il Risorto, l'impronta di Cristo scalfita nell'anima di Maria diventa un'essenza che non può più rimanere chiusa in sé stessa. Maria Maddalena si scioglie, diventa essa stessa il profumo del Risorto. Non trattiene il Maestro, perché l'amore vero non possiede: annuncia. Diventa così l' Apostola degli Apostoli, la prima testimone che porta l'odore della vita dove c'era l'odore della morte.

Che la sua festa ci ricordi che la nostra vera identità non sta nei ruoli che rivestiamo o nelle nostre perfezioni, ma nel profumo di Cristo che lasciamo dietro di noi ogni volta che il nostro cuore ama e il nostro braccio sostiene, protegge e consola.

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