La Parola: "... ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati".
Il Commento.
San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, spazza via ogni illusione: se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede. La Pasqua è la pietra d’angolo, l’inizio della storia nuova. Ma esiste un’altra vanità, più insidiosa, che abita i nostri giorni: la fede resta vana anche se Cristo è risorto, se noi continuiamo a vivere da sepolti. Troppo spesso riduciamo la salvezza a un’assicurazione sul futuro, a un pensiero rimandato all'aldilà.
O accade in noi una sorta d’incarnazione della Parola che si traduce in scelte o la fede sarà sempre un qualcosa di distaccato da ciò che viviamo!
Vivere da risorti non è un’attesa a braccia conserte. È la resurrezione dell'anima che accade ogni mattina: quando si sceglie il perdono anziché custodire il rancore. Quando si preferisce la cura del fratello al riparo dell'indifferenza. Quando scorgiamo lo stupore di Dio nei dettagli più umili del quotidiano. Guardiamo dentro le nostre case e nei nostri cuori: quali macigni di paura, egoismo o rassegnazione dobbiamo far rotolare via oggi?
Come insegnava la piccola Teresa di Lisieux, non servono grandi cose, ma un amore grande riposto in ogni piccolo gesto. La Risurrezione non è un ricordo di ieri, né un'attesa per il domani: è una forza presente che attende la nostra libertà per spalancare le tombe dei nostri giorni.
Rendiamo viva la Pasqua: risorgiamo oggi, nell'amore. Buona domenica!
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