La Parola: «Se tu sei il Cristo, diccelo».
Il Commento.
Che pretesa cieca abita questa domanda! Non è il sussurro di un cuore affamato di luce, non è il passo incerto ma sincero di chi si è messo in cammino per cercare un Vostro volto. È, al contrario, l'arroganza di chi non cerca una rivelazione, ma un pretesto; non desidera l'incontro, ma la conferma dei propri pregiudizi.
Siamo davanti alla tentazione di chi vuole rinchiudere il Dio vivente nei confini stretti del proprio schema mentale. È l'atteggiamento di chi dice a Dio: «Sii come voglio io, entra nel mio tribunale, sottomettiti al mio giudizio». Chi parla così è già seduto sulla cattedra dei giudici, immobile, incapace di stupore e di conversione.
Dio non si dimostra, si mostra; non si impone con una definizione teorica, ma si dona in un cammino d'amore. È il grande mistero della condiscendenza divina: a chi esige un "titolo" per poterlo catalogare, Gesù oppone il silenzio o la scandalosa umiltà della Croce.
Come un amante Cristo non convince con argomentazioni a tavolino, ma affascina e trasfigura chi ha il coraggio di compiere il primo passo, di lasciarsi mettere in discussione.
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