Che ne sarà di noi?

Pubblicato il 14 ottobre 2026 alle ore 06:31

La Parola: «Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

Il Commento.

Il legno verde è Cristo: è la Vita stessa che pulsa, l’Amore innocente e disarmato che si consegna al mondo senza difese. Se l’umanità è capace di spezzare, calpestare e crocifiggere una tale Bellezza, cosa accadrà al legno secco? Cosa sarà di noi quando, disseccati dall’egoismo, ci ritroveremo privi di quell'unica linfa che ci tiene in vita?

Crocifiggere l'amore non significa solo rifiutare un'idea spirituale, ma disseccare la nostra stessa umanità. Come scriveva Dante, l'amore è ciò che «move il sole e l'altre stelle»: quando lo feriamo, spegniamo la luce dentro di noi e ci riduciamo a rami aridi, pronti solo per essere travolti dalla nostra stessa fragilità.

Eppure, persino davanti al legno verde spezzato sulla Croce, la grazia non si arrende. Ricordo le parole di David Maria Turoldo: “la Croce non è una sconfitta della vita, ma l'abbraccio definitivo con cui Dio continua a credere in noi, anche quando siamo secchi. È proprio da quel Legno apparentemente sconfitto che continua a scorrere la linfa del perdono: non siamo condannati a rimanere legno arido. Se permettiamo a questo Amore ferito di toccare le nostre ruggini e le nostre durezze, anche il ramo più secco può tornare a fiorire”.

Che ne sarà di noi? Saremmo perduti, sì, se non fosse che l'Amore crocifisso ha la forza inaudita di risorgere e di trasformare persino il nostro deserto in un giardino.

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