Si pensa spesso che i mistici, come Santa Teresa d’Ávila, percorrano strade del tutto diverse dal cammino dei comuni cristiani, al punto che i loro scritti sembrano rappresentare una spiritualità d’élite, inaccessibile o non applicabile alla nostra vita di tutti i giorni.
Oggi voglio semplicemente ricordarvi che questi santi non sono altro che persone come noi! Ci mostrano il potenziale supremo della nostra umanità e testimoniano l’impatto dirompente dell’amore di Dio sulla vita concreta.
Ciò che scrivono non è destinato a pochi eletti, ma vuole essere una guida e un incoraggiamento per tutti: il percorso che descrivono è più normativo che straordinario. Santa Teresa d’Ávila ha indicato alcuni traguardi nella vita spirituale che denotano una profonda crescita nella santità. Tra queste “caratteristiche della santità” ve ne consegno tre: una più profonda umanità, una maggiore libertà e una grande generosità.
1. Una profonda umanità
Siamo spesso un mistero a noi stessi e solo Dio sa chi siamo veramente. Teresa sosteneva che possiamo scoprire la nostra vera identità solo nella relazione con il Signore. Diceva: «Non posso conoscerti, Dio, se non conosco me stessa; ma non posso conoscere me stessa se non conosco Te». In altre parole: più riusciamo a chiamare chiaramente per nome Dio, più riusciamo a gridare con chiarezza il nostro nome e a dare piena espressione alla nostra umanità.
Se è così, il precetto evangelico del «rinnegare se stessi» non va interpretato come un denigrare la propria natura o un guardare alla propria umanità con riluttanza e disprezzo. Rinnegare se stessi non significa: “Annullati, butta via i tuoi talenti, diventa sbiadito e incolore”. Seguire Cristo non è macerarsi in sacrifici né annullarsi in una falsa umiltà: è, al contrario, conquistare un’infinita passione per l’esistenza in tutte le sue forme! Significa comprendere che non sei tu il centro del mondo, non sei tu la misura di tutte le cose, perché il tuo segreto più grande risiede oltre te stesso. In questo trovo davvero benedetta la vita comune.
Teresa nei suoi scritti enfatizza costantemente la Sacra Umanità di Gesù Cristo. Affermava che mettere da parte il Gesù umano è un grave errore: siamo umani e andiamo verso Dio in modo umano. Guardando alla vita della Santa, possiamo dire che la sua vivace e affascinante personalità era proprio l'espressione di un’umanità che si approfondiva e maturava di pari passo con la sua unione con il Signore.
2. Una maggiore libertà
L’Amore vero rende liberi. Per questo, invece di cercare conferme all'esterno — come titoli, ruoli e averi —, maturiamo spiritualmente traendo linfa dal di dentro, da quel Santo Mistero che abita al centro della nostra vita.
Teresa ha sempre insegnato che lo scopo del credente è la conformità alla volontà di Dio. Desiderava stare in questo mondo per servire finché Dio lo avesse voluto, ed era ugualmente pronta a "tornare a casa" per essere con il Signore in qualsiasi momento Egli la chiamasse. Era supremamente libera, perché totalmente a disposizione di Dio.
3. Una grande generosità
Il cammino verso la santità non può mai tradursi in una spiritualità ripiegata su se stessa o in una comunità chiusa nei propri confini. Il discepolo comprende di avere la responsabilità di usare i doni ricevuti per il bene del popolo di Dio. Non andiamo verso il Signore da soli: la fede non è un pellegrinaggio solitario.
Teresa richiama il duplice precetto evangelico dell’amore per Dio e per il prossimo, ma osserva con concretezza che, mentre l’amore di Dio resta un mistero insondabile, l’amore per il prossimo è qualcosa che possiamo comprendere e toccare con mano. Quel servire il fratello o la sorella diventa così la vera "prova del nove" del nostro essere cristiani.
Da questa consapevolezza nasce il verbo restituire.
Restituisci, perché sei in debito! Se ci penso, io stesso ho ricevuto infinitamente di più di quanto abbia mai dato... Sono in debito verso i miei genitori, i miei amici, gli insegnanti e gli educatori; verso la storia della mia amata Italia; verso chi mi ha insegnato ad amare e a credere. Sono in debito verso i grandi poeti, gli artisti, i musicisti, i ricercatori e gli scienziati... La mia stessa vita è un fitto tessuto di debiti di grazia.
Allora la vera domanda diventa: io che cosa restituisco alla società in cui vivo? Cosa rendo a questo Paese in cui ho il dono di abitare?
Teresa esortava le sue sorelle a mantenere una spiritualità solida, che cercasse sempre il bene altrui. Quando le monache si rammaricavano che la vita di clausura offrisse poco spazio per servire ampiamente la Chiesa, Teresa le riportava subito al concreto. Diceva che è inutile sognare grandi progetti lontani quando l’opportunità di servire è proprio di fronte a noi, nei piccoli gesti quotidiani. Ricordava loro che Dio non misura la grandezza di ciò che facciamo, ma l’amore con cui facciamo ciò che ci è possibile.
Teresa diceva a loro, e dice oggi a ciascuno di noi: «Non fate castelli in aria! Fate sì che il vostro essere cristiani trovi un’espressione pratica ed efficace».
Buona festa di Santa Teresa a tutti!
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