Pulizia

Pubblicato il 17 ottobre 2026 alle ore 06:32

La Parola: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».

Il Commento.

Non è l’ira a muovere la frusta di Cristo nel tempio, ma la gelosia di un Amore che non sopporta di vederci sviliti.

Quando trasformiamo il nostro cuore in un mercato, iniziamo a ragionare da contabili: calcoliamo i meriti, misuriamo il perdono, cerchiamo garanzie persino con Dio. Ci proteggiamo con le nostre difese e mettiamo un prezzo alla grazia, dimenticando che il Vangelo non è una trattativa, ma un dono gratuito.

Eppure, accorgersi di questa "mercatura" interiore non è un fallimento: è il primo, chiarissimo bagliore della Grazia.

Lasciarsi spogliare per ritrovare l'Essenziale

Per purificare il tempio occorre il coraggio di una spogliazione radicale. Come chi sceglie la povertà per rivestirsi solo dell'Essenziale, dobbiamo lasciar cadere le nostre false certezze e presentarci davanti a Dio a mani vuote, pronti a ricevere tutto, senza pretendere di aver risposto a ogni conto.

Non dobbiamo aver paura di questa pulizia interiore. Cristo non entra nella nostra vita per toglierci qualcosa o per giudicarci, ma per fare spazio. Il nostro cuore non è una dogana di calcoli o un tribunale, ma un luogo di cura e di riposo, dove la misericordia precede e supera ogni nostro merito.

Riconoscere che la casa è diventata un mercato non è la fine di una storia, ma l'inizio della festa. Significa che il Padrone di casa è rientrato per rimettere ogni cosa al suo posto, restituendoci la freschezza di un cuore di nuovo libero, spalancato sul Cielo e sui fratelli.

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