La Parola: Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.
Il Commento.
Spesso ricordiamo Tommaso come l’apostolo del dubbio, quello che pretende di vedere e di toccare. Ma se guardiamo bene, la sua non è una chiusura: è il disperato bisogno di una certezza, il desiderio che quell'amore vissuto con Gesù non sia svanito nel nulla. Quando Gesù si mostra a lui, non lo rimprovera. Gli offre le Sue ferite. E in quel momento, Tommaso non ha più bisogno di toccare. Sulle sue labbra fiorisce, improvviso, un canto nuovo: «Mio Signore e mio Dio!».
Chi ama, come dice il salmo, inventa parole e immagini per raccontare l'opera dell'amore. Cantare al Signore un canto nuovo, nella festa di San Tommaso, significa allora avere il coraggio di non ripetere parole "di seconda mano". Significa non accontentarsi di una fede per abitudine. Come Tommaso, anche noi siamo invitati a portare al Risorto i nostri dubbi, le nostre fatiche e le nostre ferite, per permettergli di trasformarle. Solo allora l'amore inventerà in noi parole fresche, gesti di riconciliazione inaspettati e uno sguardo capace di scorgere la salvezza "di giorno in giorno", anche nelle pieghe più difficili della nostra terra.
Signore, donaci l'onestà del cuore di Tommaso. Quando la stanchezza ci fa cantare i vecchi canti del lamento e della rassegnazione, vieni a visitarci. Insegnaci di nuovo la grammatica del Tuo amore risorto, perché la nostra vita diventi un canto nuovo capace di annunziare che Tu sei vivo, qui e ora.
Buon canto a tutti!
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