La Parola: «Maestro, maestro, siamo perduti!». E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia.
Il Commento.
Nel grido disperato dei discepoli, «Maestro, maestro, siamo perduti!», c'è tutta la verità della nostra condizione umana. La tempesta non è solo quella del mare fuori dalla barca, ma è soprattutto quella che si agita dentro di loro: la paura, lo smarrimento, la disarmonia. Ciò che colpisce profondamente in questa pagina del Vangelo è la reazione di Gesù. Davanti al caos e al terrore dei suoi, Egli non risponde con l'accusa, con il rimprovero per la loro poca fede, o con una punizione. Gesù si desta e agisce sulla causa del loro spavento: sgrida il vento e i flutti, e fa tornare la bonaccia.
È proprio qui che si rivela il vero volto di Dio: la Sua misericordia non è un premio per chi è già tranquillo e perfetto, ma è la Sua scelta d'amore verso l'uomo che si trova nel mezzo della tempesta.
Laddove abbonda la nostra disarmonia, le nostre fragilità e le nostre grida, Dio non risponde puntando il dito, ma offrendo la Sua presenza che calma il cuore. La misericordia è quell'abbraccio che precede ogni nostra spiegazione, capace di trasformare il nostro mare in tempesta in una grande bonaccia.
Buona giornata a tutti!
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