Il rischio del sentito dire…

Pubblicato il 9 luglio 2026 alle ore 05:49

La Parola: Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?».

Il Commento.

Questa domanda non è un sondaggio d'opinione. È il momento in cui Gesù squarcia il velo del "sentito dire", quel brusio della folla che lo confonde con Giovanni il Battista, Elia o Geremia. Chiedendolo ai suoi intimi, a coloro che hanno condiviso con Lui la polvere delle strade e l'intimità della tavola, esige un salto di qualità: dalla cronaca alla relazione, dalla teoria all'amiciziaSpesso ci accomodiamo su definizioni preconfezionate, su un catechismo imparato a memoria ma mai sceso nel cuore. Il Cardinale Carlo Maria Martini insisteva sul fatto che la fede non è un pacchetto di dogmi astratti, ma l'incontro con una Persona. Il "sentito dire" ci protegge, ci tiene a distanza di sicurezza. Rispondere in prima persona, invece, significa esporsi. La fede ha bisogno di "pagine scritte a mano", non di fotocopie. Gesù non cerca biografi, cerca testimoni.

Se Gesù rivolge questa domanda a te, è perché ti considera "suo" amico. Non è l'interrogatorio di un giudice, ma la confidenza di un innamorato che chiede: «Chi sono io per te?». Qui risuona la spiritualità di Santa Teresa di Lisieux: la santità non è una scalata eroica, ma l'abbandono fiducioso tra le braccia di un Amico che conosce la nostra fragilità. Papa Benedetto XVI, nell'incipit della Deus caritas est, lo ha scolpito per sempre: «All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva».

Gesù è venuto a porre domande che aprono il cuore. La sua è domanda che bussa alla nostra esistenza. Esiti a rispondere? È normale. Ma è proprio in quel silenzio, in quella vertigine del dover dire io, che crollano le nostre maschere religiose e inizia la vera sequela.

Andare in profondità significa accettare che il Cristo non risponda sempre alle nostre proiezioni umane. Vogliamo un Dio forte, un risolutore di problemi? Lui si mostra fragile, sulla Croce. Dante, nel Paradiso, quando viene esaminato da San Pietro sulla fede, la definisce «sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi». C'è un'audacia nella fede che va oltre l'evidenza. È il coraggio di chi, come i discepoli sul lago, accetta di prendere il largo lasciando le certezze della riva.

Buon cammino d’esplorazione interiore!

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