Il Dio che rompe le scatole

Pubblicato il 14 luglio 2026 alle ore 05:48

La Parola: Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Il Commento.

I discepoli soffrono di una miopia antica: confondono l’appartenenza al gruppo con l’appartenenza a Dio. «Non è dei nostri», dicono, quasi a voler difendere un copyright sul bene. Quante volte anche noi, barricati nelle nostre parrocchie, nei nostri movimenti o nelle nostre rassicuranti abitudini, guardiamo con sospetto chi è "nuovo", chi non parla la nostra lingua, chi non frequenta i nostri cortili. Pensiamo di proteggere Dio, e invece stiamo solo proteggendo noi stessi.

Ma Gesù non si lascia rinchiudere nei nostri schemi. Come ci ricordava Papa Francesco, la Chiesa è chiamata a essere un "ospedale da campo", non un club esclusivo di giusti. Il bene è bene ovunque nasca, perché la paternità di Dio non ha confini.

Se Dio rompe le nostre scatole — quelle mentali, fatte di pregiudizi e buone maniere di facciata — allora anche il battezzato deve riscoprire questa santa inquietudine. Essere battezzati non significa essersi sistemati in prima fila, ma vivere con il passo del pellegrino. Significa essere, come scriveva Manzoni, capaci di scorgere il "sugo della storia" anche dove sembra non esserci. Significa avere l'audacia di San Francesco, che non aspettò che i musulmani diventassero "dei nostri" per andare a dialogare con il Sultano. Significa vivere con la fiducia di Santa Teresa di Lisieux, certi che l'Amore non ha bisogno di grandi strutture per farsi strada, ma di canali aperti.

Il cristiano che "rompe le scatole" è colui che scuote le coscienze addormentate, che non accetta il "si è sempre fatto così", che preferisce una Chiesa accidentata perché è uscita per strada, a una Chiesa malata perché rimasta chiusa nei suoi recinti. La fede non è un possesso che ci rende superiori, ma un dono che ci rende responsabili di ogni briciolo di bene che incontriamo nel mondo. Liberiamo Dio dalle nostre gabbie. Lasciamoci scomodare dalla Sua libertà.

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