La Parola: E si avviarono verso un altro villaggio.
Il Commento.
Davanti al rifiuto dei Samaritani, i discepoli vorrebbero il fuoco distruttore. È la tentazione del giudizio immediato, la fretta di chi vuole sbarrare le porte a chi le ha chiuse a noi. Ma Gesù fa una cosa spiazzante: si volta, li rimprovera e si avvia verso un altro villaggio. Quella svolta sulla strada è il manifesto della pazienza di Dio.
San Francesco d'Assisi, nella sua Regola non bollata, chiedeva ai suoi frati di andare per il mondo non facendo liti o dispute, ma essendo "sudditi e soggetti a ogni umana creatura per Dio". Francesco aveva capito che il Vangelo non si impone con la forza del fuoco, ma con la mitezza del passo. Se un villaggio chiude le porte, non si distrugge il villaggio: si custodisce il desiderio del cammino e si va verso un altro spazio, lasciando che il tempo faccia il suo lavoro.
La carità non è mai violenta, non esige tutto e subito. Come ci ha insegnato Benedetto XVI nell'enciclica Deus caritas est, l'amore di Dio rispetta così tanto la nostra libertà da accettare anche il nostro rifiuto. Un portone chiuso può far male, può accendere la rabbia o la delusione, ma il cristiano è colui che fa memoria del fatto che ogni uomo ha il suo autunno e la sua primavera. I tempi di Dio non sono i nostri cronometri.
Se qualcuno ci chiude la porta, la nostra risposta non può essere il fuoco del risentimento, ma la custodia della speranza. Voltiamo le spalle alla vendetta, ma non all'uomo. E continuiamo a camminare, certi che nessun villaggio è mai definitivamente perduto per il cuore di Dio. La pazienza non è l'attesa rassegnata di chi non può fare nulla, ma l'ostinazione amorosa di chi sa che l'Inverno non ha l'ultima parola sulla terra.
Aggiungi commento
Commenti