La Parola: “… ii Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due…”.
Il Commento.
Gesù non invia solisti, ma comunità in miniatura. Il "due a due" non è una semplice scelta strategica o una misura di sicurezza per il viaggio; è il nucleo stesso del messaggio. Il primo annuncio non è fatto di parole, ma di sguardi, di accoglienza, di perdono reciproco. La fede è ricerca inquieta e vitale. C'è un'energia dinamica, quasi biologica, in questa missione:
Camminare significa non installarsi. La Chiesa dei settantadue è una Chiesa "in uscita", che preferisce farsi ferire dalla strada piuttosto che ammalarsi di autoreferenzialità.
La Fraternità è l'antidoto alla tentazione dell'eroismo solitario. Nel "due a due" si sperimenta la fatica e la bellezza del compromesso evangelico, del passo dell'altro che detta il ritmo al mio.
Lo Spirito Santo è vento, è fuoco. Non si possiede, si asseconda. Quando due camminano insieme nel nome di Cristo, si sprigiona quell'energia d'amore che è la vera forza attrattiva del Vangelo.
Siamo chiamati a essere movimento. Non per occupare spazi ma per avviare processi di vita, per accendere fuochi di speranza lungo le strade spesso buie del nostro tempo.
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