Amore fraterno

Pubblicato il 29 luglio 2026 alle ore 03:52

La Parola: “Perseverate nell'amore fraterno”.

Il Commento.

L’autore della lettera agli Ebrei non dice semplicemente: «Amatevi». Dice «perseverate». La differenza è abissale. L'amore fraterno, la comunione, non sono una poesia del primo momento, un entusiasmo giovanile o un'emozione passeggera. La fraternità è un cantiere di resistenza. Si persevera dove c'è fatica, dove c'è la tentazione di mollare, dove l'altro mi mostra i suoi spigoli e io gli mostro i miei.

Se la Chiesa non è fraternità, diventa una struttura, un’organizzazione, un club di benpensanti. Diventa arida. Papa Francesco non si stancava di ripeterlo: la Chiesa o è sinodale — cioè cammino fatto insieme — o svanisce nella tentazione del clericalismo e dell'autoriferimento. La comunione è l'unica apologetica credibile che ci è rimasta: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35).

Ma la fraternità cristiana non è l'idillio delle anime belle. È la fraternità del Vangelo, quella che San Francesco d'Assisi ha vissuto non ideale, ma carnale: abbracciando il lebbroso, tollerando i frati che non lo capivano, dicendo nella sua Regola che i frati devono amarsi come una madre ama il proprio figlio di carne.

La Chiesa non ha altro valore al di fuori di questo. Non sono le nostre strutture, le nostre strategie pastorali o le nostre ragioni che salveranno il mondo, ma la misura con cui sapremo dirci, ogni giorno di nuovo: «Fratello mio, sorella mia, io rimango qui con te».

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.