La via della bellezza

Pubblicato il 4 agosto 2026 alle ore 05:55

La Parola: “come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione…”.

Il Commento.

Giona non vinse Ninive con prodigi spettacolari o clamori barocchi; fu egli stesso, con la sua fragile presenza e il cammino di conversione scaturito dal ventre della balena, il segno per quella città. Come ci insegna la grande tradizione patristica e spirituale, la grazia passa attraverso  cuori trasparenti.

Quando la fede perde questa capacità di generare e riconoscere la bellezza rischia di ridursi a un guscio vuoto, a un’ideologia arida e conservatrice. Diventiamo allora muti, incapaci di dire Dio.

Essere segno oggi significa permettere al respiro di Dio di attraversare la nostra ferialità, trasformando la banalità del quotidiano in un'opera d'arte. Se non suscitiamo uno stupore buono in chi ci cammina accanto, la nostra fede rimane solo un'apparenza: una lampada nascosta sotto il Moggio, incapace di far brillare la gioia del Risorto.

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