La Parola: “Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito”.
Il Commento.
La denuncia di Gesù non si scaglia contro i lontani, ma contro chi si trova sulla soglia ed è custode della porta. I «dottori della legge» avevano trasformato la Parola, nata per schiudere cieli e spalancare cuori, in una siepe di precetti e in una fortezza inaccessibile. Hanno preso la chiave della conoscenza, che nel Vangelo non è nozione teorica, ma intimità viva con il Padre, e l'hanno usata per chiudere a chiave la speranza.
Sentire il peso di questo versetto non è un motivo per scoraggiarsi, ma il segno che la grazia sta operando un risveglio. Come ricordava il Cardinale Carlo Maria Martini, la teologia e la conoscenza delle Scritture sono autentiche solo se diventano "lampada per i passi", mai un piedistallo per giudicare. Il rischio di chi studia, conosce e vive la fede è proprio questo: scambiare il custode per il proprietario del dono. La misericordia non è una teoria da conservare in un deposito intatto, ma un fuoco da distribuire. Quando la verità non si fa carne, accoglienza e bellezza, diventa una pietra d'inciampo per chi cerca Dio a tentoni.
Santa Teresa di Lisieux ha compreso che nel cuore della Chiesa la vocazione più alta è l'Amore, una compassione che si fa piccola per far spazio a tutti. Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis hanno mostrato che la chiave della fede non si custodisce nelle biblioteche, ma nelle strade e nei volti dei poveri, contagiando di gioia chiunque si avvicini.
Se guardiamo alla grande letteratura scorgiamo la presenza di Dio anche nei sentieri più tortuosi dell'umano, nelle domande aperte, persino nei dubbi di chi sembra lontano.
Avere studiato la teologia e aver ricevuto il dono della fede non mi rende colpevoli del passato, ma mi consegna una responsabilità luminosa per il presente. La chiave non mi è stata data per sbarrare il passaggio, ma per aprire. Ogni volta che traduco la verità in uno sguardo di misericordia, ogni volta che “uso” la Parola per sciogliere un nodo anziché per legare un peso, sto restituendo la chiave a chi sta cercando la porta.
La consapevolezza che provo oggi è già l'inizio del varco che si apre.
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Commenti
Grazie, grazie e ancora grazie caro DON GIGI, anche oggi hai colpito il cuore con la tua condivisione con parole di riflessione. Buona serata e buon ogni bene.