La Parola: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta…».
Il Commento.
La «porta stretta» di cui parla Gesù non è un ingegno punitivo pensato da Dio per selezionare pochi eletti, né l'invito a un titanismo morale o a una spiritualità muscolare. La Grazia precede sempre ogni nostro passo, e la salvezza resta un dono totalmente gratuito. Tuttavia, il Vangelo non è neppure un comodo sedativo: chiede un coinvolgimento totale, una tensione del cuore.
Se il Vangelo richiede uno sforzo, non si tratta mai di sforzo volto a conquistare Dio con le proprie forze o con l'accumulo di meriti. Come ricordava spesso il Cardinale Martini, la vita spirituale non è una gara di prestazione, ma la cura di un desiderio. Lo «sforzo» evangelico è una lotta interiore, simile a quella di Giacobbe con l'angelo: la fatica di spogliarsi dell'uomo vecchio, dell'egoismo e delle pesanti armature con cui cerchiamo di proteggerci.
È lo sforzo di cui parlava la piccola Teresa di Lisieux: non la scalata dei giganti, ma la determinazione di affidarsi all'ascensore delle braccia di Gesù quando ci si scopre piccoli e incapaci. È l'energia vitale di Pier Giorgio Frassati, che nello slancio verso l'alto sapeva che ogni vera conquista interiore chiede il coraggio della conversione quotidiana.
La porta stretta non è un luogo o una legge rigida, ma è una Persona: Gesù stesso. La sua misura è quella dell'amore fino alla fine, del dono di sé, dell'umiltà.
La porta appare "stretta" non perché Dio voglia escludere qualcuno, ma perché per attraversarla è necessario spogliarsi dei bagagli ingombranti dell'orgoglio, della presunzione spirituale e del giudizio verso gli altri. Si passa attraverso di essa solo da "piccoli", come San Francesco che sceglie la minoritas per riscoprire la ricchezza dell'Essenziale.
La porta è stretta perché l'amore autentico ha una forma precisa: richiede essenzialità, verità e la fatica felice di rimpicciolire l'Ego per far spazio all'Altro e agli altri. Come insegnava Carlo Acutis, la porta è stretta perché ci chiede di non vivere come "fotocopie", ma di custode l'originale che Dio ha pensato per noi, liberandoci dalle pesantezze del conformismo del mondo.
Quale "bagaglio" o difesa personale senti che oggi rende più difficile il tuo passaggio attraverso questa porta?
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