Ora è tempo di...

Pubblicato il 10 agosto 2026 alle ore 05:58

La Parola: “Ma per questo sono giunto a quest’ora!”.

Il Commento.

È uno dei vertici più luminosi del Vangelo. Gesù non scappa di fronte al peso del momento, non cerca scappatoie, ma riconosce nell'«ora» non un destino cieco da subire, bensì il luogo in cui la sua vita trova il senso definitivo.

C'è una profonda verità spirituale in questa consapevolezza: l'«ora» non è mai un incidente di percorso, ma l'appuntamento in cui siamo chiamati ad abitare la realtà fino in fondo. Come ricordava spesso il Cardinale Martini, la fede non ci esenta dalla prova, ma ci dà la luce per attraversarla senza smarrirne il significato. Non si tratta di fare cose eroiche per esibizionismo o per un malinteso senso del dovere verso gli altri, ma di corrispondere al desiderio più intimo e profondo che Dio ha piantato nel nostro cuore.

Sant'Agostino nelle Confessioni scriveva: «Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te». Questo riposo non è l'inattività, ma la pienezza. Troviamo la pace quando smettiamo di rinviare la vita, quando usciamo dal limbo del “vivacchiare”; quel trascinarsi tra compromessi e mezze misure contro cui san Pier Giorgio Frassati lanciava il suo celebre grido: «Vivere, non vivacchiare!».

Dare il meglio di sé significa smettere di guardarsi allo specchio con ansia da prestazione e iniziare a consegnarsi. Nel Paradiso di Dante, la gloria dei santi non è altro che la loro capacità di riflettere appieno la luce divina secondo la misura della propria forma unica e irripetibile.

L'«ora» è sempre adesso. È il momento in cui capisci che la tua vita è una vocazione, un dono che si compie solo quando viene speso. Non per compiacere il mondo, ma per non perdere l'occasione irripetibile di essere interamente te stesso davanti a Dio.

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