Venuto a dividere

Pubblicato il 18 agosto 2026 alle ore 07:07

La Parola: “… si divideranno tre contro due e due contro tre”.

Il Commento.

Il Vangelo non divide creando fazioni, ma svela. Il verbo greco che spesso descrive l'azione della Parola si traduce con discernere, vagliare, far emergere ciò che c'è nel cuore. Quando Gesù dice che tre si divideranno contro due e due contro tre (cfr. Lc 12,52), non sta tracciando un programma di odio, né sta benedicendo le nostre guerre ideologiche. Sta annunciando un fatto doloroso ma inevitabile: di fronte alla Verità non si può restare neutrali. La «buona notizia» non appiattisce tutto in una pace a buon mercato, una falsa armonia che lascia il male inalterato. È un fuoco che brucia le ipocrisie e chiede una scelta.

C'è infatti una differenza radicale tra la divisione operata dal diavolo e quella portata dal Vangelo. La divisione del diavolo spezza la comunione dall'esterno, instilla il sospetto, alimenta l'orgoglio e mette gli uomini l'uno contro l'altro per distruggere. La "spada" del Vangelo scende in profondità dentro la persona. Taglia il compromesso con il male, separa la luce dalle tenebre interiori.

Come scriveva Sant'Agostino nelle Confessioni, la Verità è «un fuoco che crea un'inquietudine benedetta». Quando la Luce del Vangelo entra in una casa o in una società, c'è chi sceglie di accoglierla e chi preferisce le tenebre per non veder svelate le proprie ferite o le proprie ingiustizie. La divisione che ne nasce non è l'obiettivo di Cristo, ma l'effetto collaterale della nostra libertà chiamata a decidere. La notizia resta radicalmente buona perché la scelta che propone è per la vita. Come ricordava il Cardinale Martini nel suo costante dialogo con il mondo, la Parola di Dio ci scuote per non farci addormentare nel comodo inganno del "si è sempre fatto così". Il Vangelo scombussola la superficie per salvare la sostanza.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.