Un anno ancora!

Pubblicato il 21 agosto 2026 alle ore 07:05

La Parola: “Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai”.

Il Commento.

È l'immagine più bella della pazienza di Dio. C'è in Lui una caparbietà di speranza che resiste ai nostri tempi aridi. Dio investe ancora su di noi, si china sulle nostre radici, lavora la terra dura del nostro cuore per darci sempre "un altro anno", una nuova occasione per portare frutto.

"Darci ancora un altro anno" significa che la nostra storia rimane aperta, che per la Chiesa e per ogni anima non c'è mai un punto di non ritorno.

Il contadino non si limita a spettare: zappa e concima. Dio lavora attorno alle nostre fragilità. La santità non nasce dalla forza titanica dell'uomo, ma dal lasciarsi scavare e concimare dall'Amore gratuito, riconoscendo la propria piccolezza per far spazio al Signore.

Dio non guarda a ciò che siamo stati, ma a ciò che possiamo diventare se solo lasciamo che la Sua grazia raggiunga le nostre radici. Siamo chiamati a fiorire! In questa parabola non c'è posto per il pessimismo o per un cristianesimo arroccato sulle proprie certezze. La Grazia continua a lavorare in segreto. Questo "anno in più" è un atto di fiducia pura. Dio ci regala il Suo tempo affinché noi possiamo finalmente imparare a respirare al Suo ritmo.

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