La Parola: «E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Il Commento.
Questo episodio del Vangelo di Matteo (Mt 15, 21-28) è una delle pagine più audaci e commoventi di tutta la Scrittura. La donna cananea non ha titoli di appartenenza, non fa parte del popolo eletto, ed è una madre disperata. Eppure, con una dignità d'acciaio e una fede purissima, compie un gesto inaudito: entra in dialettica con la Verità fatta carne e non si arrende al silenzio di Dio.
Se la natura divina possiede la pienezza della Verità, nella Sua esperienza terrena il Figlio di Dio ha imparato il battito del cuore umano anche attraverso gli sguardi, le grida e le lezioni di vita dei piccoli. Come amava ricordare il Cardinale Carlo Maria Martini, la fede degli "estranei" e dei lontani spiazza spesso le nostre rigide categorie teologiche e ci costringe ad allargare le tende del cuore.
La cananea mostra che la misericordia di Dio non è un monopolio ma un torrente esondante. La donna non si è lasciata scandalizzare dall'apparente durezza del Maestro: ha riconosciuto che dove c'è Gesù, persino una briciola basta per risorgere.
La cananea ci insegna che non dobbiamo mai temere di essere insistenti con Dio. La Sua apparente distanza è solo l'invito a fare un passo in più, a spingere la nostra fiducia fino al punto in cui la Grazia non può fare altro che traboccare.
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