Cercava di vedere...

Pubblicato il 30 agosto 2026 alle ore 06:16

La Parola: «Chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose? E cercava di vederlo».

Il Commento.

Il Vangelo di Luca ci mette davanti agli occhi lo specchio di Erode. Un uomo incuriosito, persino stuzzicato dalla figura di Gesù, ma incapace di lasciarsi toccare la vita. Quello di Erode non è un cuore in ricerca, è il capriccio di uno spettatore: vuole vedere un prodigio, un'emozione, una novità da giudicare restando comodamente seduto sul proprio trono. Quando si troverà di fronte al silenzio regale di Cristo nella Passione, non saprà far altro che vestirlo da pazzo e rimandarlo indietro.

Che rischio corriamo anche noi, nelle nostre comunità e nelle nostre giornate! Spesso varchiamo la soglia della chiesa, apriamo la Scrittura o ci accostiamo alla preghiera guidati da una semplice curiosità morale o dal bisogno di un'emozione passeggiere. Ci riserviamo sempre una via di fuga, la tentazione di rimanere — come dice spesso Papa Francesco — "cristiani da balcone", giudici della Parola anziché suoi discepoli.

I Padri della Chiesa e sant'Agostino ci ricordano una verità ben diversa: la fede non nasce dalla curiosità che pretende uno spettacolo, ma dalla santa inquietudine del cuore. «Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te». Come ci ha testimoniato san Giovanni Paolo II e come ci ha regalato Papa Benedetto XVI, l'esperienza cristiana non è una teoria o un calcolo etico, ma l'incontro vivo con una Persona che stravolge e salva la vita. È l'intuito di San Francesco, che si è spogliato di ogni garanzia per abbracciare l'Essenziale, o la via semplice di santa Teresa di Lisieux, che ci insegna a farci piccoli e a fidarci totalmente.

La curiosità dice: «Fammi vedere qualcosa e forse crederò». La fede risponde: «Mi fido di Te, e muovendo i primi passi vedrò».

In questa Eucaristia, chiediamoci con totale onestà: qual è il calcolo, la riserva, la paura che mi trattiene ancora sulla soglia? Passiamo oggi dalla curiosità sterile di Erode al coraggio di san Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, che non hanno guardato la vita dal balcone ma l'hanno vissuta "verso l'alto". Smettiamo di valutare la Parola e lasciamoci, finalmente, ferire e guarire da Essa.

Quale piccolo passo di affidamento reale puoi compiere oggi nella tua vita e nella tua comunità per passare dal semplice "sentir dire" all'incontro che trasforma?

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