La Parola: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Il Commento: Mi commuove sempre l’ostinazione di quest’uomo. Non si rassegna al suo buio, non si arrende davanti alla sua tristezza, al suo vuoto, e grida. Gridare è quello che fanno i bambini piccoli per chiamare la propria madre. Tutti lo rimproverano, vogliono soffocare questa sua disperata preghiera, ma lui continua a gridare, continua a pregare.
Non smettiamo di gridare, è il primo atto di liberazione! Ogni vera preghiera non ci deresponsabilizza, anzi ci provoca nella nostra libertà, nel nostro più profondo desiderio: “Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada”.
La preghiera chiarisce a noi stessi cosa vogliamo veramente perché Dio può anche concederci qualcosa ma poi dobbiamo stare attenti a non sprecarlo. Ecco perché qualcuno pregava in questo modo: “Signore non darmi quello che ti chiedo, ma quello di cui ho davvero bisogno”.
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